Deserto del Gobi

13 Marzo 2018

Il deserto delle dune che cantano

Terzo per dimensioni dopo il Sahara e il deserto Arabico, il deserto del Gobi è uno dei deserti più belli del mondo. Catene montuose, steppe, praterie, dune di sabbia e oasi si avvicendano tra la Siberia a nord e l’altopiano del Tibet a sud, occupando circa un terzo della Mongolia.
Il paesaggio è tanto sorprendente quanto inospitale, con temperature estreme, venti pressoché perpetui e scarsità di piogge. E’ questo uno dei motivi per cui sono pochi gli impavidi che si avventurano in queste terre disabitate. Il modo migliore per visitarle è partecipare a tour organizzati a bordo di fuoristrada o a dorso di cammello. Quest’ultima è un’esperienza unica, che segna l’anima degli esploratori.
Durante il cammino è facile avvistare mandrie di cavalli selvatici, così come incontrare nomadi, pronti ad accoglier i pellegrini nelle loro caratteristiche capanne, i ger.

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Il deserto è dominato da pianure di ghiaia e formazioni rocciose, tra cui le famose di Bayanzag, soprannominate dal paleontologo ed esploratore Roy Chapman Andrews Flaming Cliffs (rocce fiammeggianti).
In quest’area sono stati ritrovati migliaia di resti di dinosauri, tra cui quelli di un velociraptor. La prima scoperta risale al 1923, allorquando Andrews e la sua squadra riportarono alla luce uova di dinosauro.
I tour organizzati talvolta sono invitati a partecipare agli scavi, regalando ai visitatori un’esperienza rara ed indimenticabile.

Il deserto ospita uno dei parchi nazionali più suggestivi della Mongolia, il Gurvan Saikhan, dove vivono 250 specie di uccelli e mammiferi rari , come la gazzella dalla coda nera, il leopardo delle nevi e l’orso del Gobi. Il nome del parco significa ‘tre bellezze’ ed allude ai tre picchi che svettano dalla montagna: Baruun, Dund e Zuunsaikhan. Insieme alle montagne del Jargalant, è questo un luogo perfetto per il trekking.

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La sabbia scarseggia nell’esteso deserto, ricoprendo appena il tre per cento del territorio, ma laddove c’è lascia sognare: qui si trovano le dune che cantano, così chiamate per il suono che producono al soffiare del vento.
Non lontano dalle Flaming Cliffs, nel cuore della Mongolia, tre inconfondibili gobbe definiscono lo skyline. Si tratta del Three Camel Lodge, un eco-resort in tradizionale stile mongolo raggiungibile da Dalandzagrad, attraversando il deserto in auto per circa 90 minuti.
L’esclusiva struttura, che ha tutto l’aspetto di un sofisticato accampamento di ger, offre ospitalità e relax sotto un cielo tempestato di stelle, a stretto contatto con la natura.

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