Agrigento

12 settembre 2015

La silente e suggestiva Valle dei Templi

Affascinante, misteriosa ed accogliente, Agrigento custodisce il più alto numero di rovine di epoca greca della Sicilia.
Il tesoro più grande è la Valle dei Templi, situata a circa 3 chilometri dalla città moderna, e nel 1997 dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. E’ tra i luoghi più attraenti del bacino del Mediterraneo e costituisce il più grande sito turistico della Sicilia, con un passaggio di più di 600.000 visitatori ogni anno. Il parco si estende per 1.300 ettari, a sud di Agrigento, ed è diviso in una zona orientale ed una occidentale.
Una grande festa popolare si svolge durante la prima domenica di febbraio, quando la Valle dei Templi si copre di fiori di mandorlo.

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A nord della valle, il Museo Archeologico conserva una vasta collezione di manufatti riportati alla luce dagli scavi.
All’interno del museo, un meraviglioso ed imponente portone gotico apre le sue porte per invitare il visitatore all’interno della Chiesa di San Nicola. Nella seconda cappella, un sarcofago romano rievoca, in rilievo, il mito di Fedra. Accanto c’è l’Oratorio di Falaride, un tempio del I secolo a.C. trasformato in un oratorio durante il periodo medievale.
Sulla spianata della chiesa si trova un antico Odeon chiamato Ekklesiasterion, costruito nel III secolo a.C. e frequentato per gli incontri pubblici.

Seppur la moderna Agrigento non sia una cornice particolarmente seducente, a causa dell’imponente cementificazione, dei passaggi autostradali e del traffico cittadino, il nascosto e ben protetto nucleo medievale conserva un fascino vivace e piacevole per il visitatore. Via Atenea è ricca di negozi, bar e trattorie, dove è possibile degustare la cucina tipica locale. Stretti vicoli si snodano verso la strada esterna e principale.
In Piazzale Aldo Moro, a pochi passi da Via Atenea, si erge il Monastero di Santo Spirito, fondato dalle monache cistercensi intorno all’anno 1290. Un bel portone gotico conduce all’interno, dove le suore vivono, pregano, preparano e vendono ai passanti squisiti dolci alla mandorla ed al pistacchio, oltre che i buccellati, dolci tipici a base di fichi secchi.

Magnifica e suggestiva la cattedrale dell’XI secolo. A contraddistinguerla un meraviglioso soffitto di epoca normanna e una misteriosa lettera del diavolo.
Si narra che la Vergine di Agrigento abbia ricevuto una lettera dal diavolo, con la promessa di regalarle tutti i tesori del mondo. La lettera è scritta in una lingua sconosciuta, con caratteri e simboli ancora oggi indecifrabili.

In una fenditura naturale, il Giardino della Kolymbetra, un rigoglioso ed ampio spazio verde, con più di 300 specie di piante. Qui tavoli da picnic offrono al visitatore angoli di piacevole ristoro.
A luglio, nella prima settimana del mese, si festeggia San Calogero, il santo che, secondo la narrazione religiosa, ha salvato la città dalla peste. La statua del santo è trasportata lungo le vie cittadine, in una caratteristica processione. Durante il percorso, fedeli e spettatori lanciano alla statua pezzi di pane, secondo un’antica tradizione, che il sacro col pagano.

Oltre alle bellezze archeologiche, grande attrazione per i visitatori sono i profumi e sapori di questa calda terra mediterranea: quello dolce dei mandorli in fiore e quello stuzzicante che promana dalle cucine dei ristoranti tipici della città.
Agrigento, così come tutta la regione, vanta un’antica tradizione culinaria, che non delude il visitatore moderno.

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