Il primo distributore automatico che parla giapponese, l’ordine quasi irreale della metropolitana di Tokyo, il profumo di incenso davanti a un tempio: un itinerario Giappone 10 giorni può sembrare intenso, ma è proprio questa successione di mondi diversi a renderlo un cammino indimenticabile. Dieci giorni bastano per cogliere l’energia delle grandi città, rallentare tra santuari e giardini e assaggiare una cucina sorprendente, senza trasformare la vacanza in una corsa contro il tempo.
La proposta più equilibrata unisce Tokyo, Kyoto, Nara e Osaka. È un percorso adatto al primo viaggio, comodo da organizzare con i trasporti pubblici e flessibile per coppie, amici e famiglie. Chi desidera soprattutto natura può sostituire una tappa urbana con Hakone o il monte Fuji, ma per una prima volta il contrasto fra Tokyo e Kyoto resta una bellezza travolgente.
Itinerario Giappone 10 giorni: il percorso consigliato
Giorno 1 – Arrivo a Tokyo e primi scorci urbani
Atterrare a Tokyo significa entrare subito nel ritmo del Giappone contemporaneo. Dopo il trasferimento e il check-in, meglio non programmare troppo: una passeggiata nel quartiere in cui si dorme è sufficiente per prendere confidenza con insegne luminose, minimarket aperti fino a tardi e ristorantini raccolti.
Se l’energia lo consente, Shibuya è perfetta per una prima sera: il celebre incrocio, i grandi schermi e le strade laterali piene di locali restituiscono l’immagine più vivace della capitale. Per un’atmosfera più tranquilla, Shinjuku offre invece vicoli gastronomici e vedute notturne dai piani alti dei grattacieli.
Giorno 2 – Tokyo tradizionale tra Asakusa e Ueno
Dedicate la mattina ad Asakusa, dove il tempio Senso-ji, con la sua grande lanterna rossa, racconta una Tokyo più antica e popolare. La strada commerciale Nakamise è turistica, sì, ma divertente per provare snack locali e cercare piccoli souvenir. Arrivare presto aiuta a godersi il quartiere con più calma.
Nel pomeriggio Ueno è una scelta semplice e piacevole: il parco, i musei e il mercato di Ameya-Yokocho offrono tante possibilità anche se piove. In primavera i ciliegi trasformano il parco in uno dei luoghi più fotografati della città; in altri periodi resta un’ottima pausa verde fra una fermata della metro e l’altra.
Giorno 3 – Harajuku, Meiji e Shibuya
Il terzo giorno mostra il volto più creativo della capitale. Si parte dal santuario Meiji, immerso in un bosco sorprendentemente silenzioso, per poi raggiungere Harajuku e Omotesando. Qui convivono moda stravagante, boutique di design, caffè curati e architetture contemporanee.
Nel tardo pomeriggio dirigetevi verso Shibuya o Daikanyama. Non serve inseguire ogni attrazione famosa: Tokyo funziona anche quando si lascia spazio alla curiosità, entrando in una sala giochi, in una cartoleria o in un piccolo izakaya. È uno dei motivi per cui la città rimane impressa ben oltre le fotografie.
Giorno 4 – Gita al Fuji o giornata libera a Tokyo
Questa giornata dipende dalla stagione e dal vostro modo di viaggiare. Con il cielo limpido, una gita verso Hakone o la zona dei Cinque Laghi permette di vedere il monte Fuji e aggiunge un paesaggio naturale alla vacanza esotica. Hakone è più pratica se desiderate onsen, lago e musei; Kawaguchiko è spesso preferita da chi vuole panorami più diretti sulla montagna.
Il Fuji non si lascia vedere sempre: nuvole e foschia possono coprirlo anche in giornate apparentemente buone. Se la previsione non promette bene, tenete Tokyo. Akihabara è la tappa classica per anime, manga e tecnologia, mentre Ginza, Tsukiji e il giardino Hamarikyu creano un itinerario molto diverso ma altrettanto interessante.
Giorno 5 – Da Tokyo a Kyoto, la città dei templi
Il viaggio in shinkansen verso Kyoto è già parte dell’esperienza. Prenotate un posto sul lato destro andando da Tokyo a Kyoto se volete aumentare le possibilità di vedere il Fuji, sempre che il tempo sia favorevole. Una volta arrivati, lasciate i bagagli e iniziate con una passeggiata leggera a Pontocho o lungo il fiume Kamo.
Kyoto richiede una strategia diversa da Tokyo: le attrazioni sono distribuite e gli autobus possono essere affollati. Scegliere un quartiere ogni giorno evita ore inutili di spostamento. Dormire vicino alla stazione è pratico, mentre Gion e Kawaramachi sono più scenografici e piacevoli per uscire la sera.
Giorno 6 – Fushimi Inari, Kiyomizu-dera e Gion
Alzarsi presto per Fushimi Inari Taisha è una delle decisioni migliori dell’intero viaggio. I lunghi corridoi di torii arancioni sono affascinanti anche nei primi tratti, ma salire per almeno un’ora regala scorci più quieti e una Kyoto lontana dalla folla. Non è necessario completare tutto il percorso se si hanno bambini o poco tempo.
Nel pomeriggio esplorate Higashiyama, con il tempio Kiyomizu-dera, le viuzze in salita di Sannenzaka e Ninenzaka e le case tradizionali in legno. È una zona molto frequentata, ma al tramonto acquista un fascino speciale. Gion merita rispetto: è un quartiere vivo, non un set fotografico, e inseguire o fotografare le geiko senza consenso non è mai una buona idea.
Giorno 7 – Arashiyama e il Giappone più contemplativo
Arashiyama, a ovest di Kyoto, è famosa per la foresta di bambù. Vale la visita, soprattutto nelle prime ore del mattino, ma non fermatevi al sentiero più celebre. Il ponte Togetsukyo, il tempio Tenryu-ji e i sentieri verso Okochi Sanso rendono la zona più completa e meno frettolosa.
Se preferite templi e giardini, tornate in città per il Kinkaku-ji, il Padiglione d’Oro, oppure scegliete il Ginkaku-ji e il Sentiero del Filosofo. Il primo è più iconico, il secondo più raccolto. Non cercate di visitarli entrambi insieme ad Arashiyama: Kyoto premia chi lascia spazio ai dettagli.
Giorno 8 – Nara tra cervi, lanterne e grandi statue
Nara è una facile escursione da Kyoto e porta in un paesaggio di parchi e templi monumentali. Il Todai-ji, che custodisce un gigantesco Buddha in bronzo, è uno dei luoghi più potenti del viaggio. Attorno al parco vivono cervi abituati alla presenza delle persone: sono simpatici, ma restano animali e possono essere insistenti quando vedono i biscotti appositi.
Dopo il santuario Kasuga Taisha, con le sue numerose lanterne, potete rientrare a Kyoto per l’ultima sera o proseguire direttamente per Osaka. La seconda soluzione riduce gli spostamenti del giorno successivo e cambia subito atmosfera: dalle case storiche ai neon, nel giro di un breve tragitto.
Giorno 9 – Osaka, cibo di strada e quartieri pieni di vita
Osaka è spontanea, rumorosa e golosa. Dotonbori, con le sue insegne luminose e il canale, è l’immagine più nota, ma è anche un posto dove fermarsi davvero a mangiare takoyaki, okonomiyaki o kushikatsu. Per risparmiare, i piccoli locali fuori dalle vie più famose e i piani ristorazione dei grandi magazzini sono spesso ottime soluzioni.
Di giorno scegliete fra il castello di Osaka, il quartiere retrò Shinsekai e l’Umeda Sky Building. Le famiglie o gli appassionati di parchi a tema possono dedicare l’intera giornata agli Universal Studios Japan, rinunciando però a vedere gran parte della città. È una scelta sensata solo se il parco è una priorità reale.
Giorno 10 – Ultime ore e rientro
L’ultimo giorno va costruito attorno all’aeroporto di partenza. Kansai International è comodo da Osaka e consente di evitare il rientro a Tokyo, mentre chi ha un volo da Haneda o Narita deve prevedere il trasferimento in anticipo. Conservate del tempo per un ultimo pranzo, per acquistare dolci da portare a casa e per non vivere la partenza con l’ansia dell’orologio.
Spostamenti, budget e consigli pratici
Per questo itinerario il treno è il mezzo più intuitivo. Le carte IC ricaricabili semplificano metro, autobus e acquisti nei minimarket, mentre i biglietti dei treni veloci possono essere acquistati singolarmente. Il Japan Rail Pass va confrontato con attenzione con il costo effettivo degli spostamenti: dopo gli aumenti degli ultimi anni non conviene automaticamente a tutti, soprattutto se il viaggio resta fra Tokyo, Kyoto, Nara e Osaka.
Prenotate gli hotel con un certo anticipo nei periodi più richiesti, come la fioritura dei ciliegi, la stagione autunnale e Capodanno. Le camere possono essere compatte, ma quasi sempre ben organizzate. Per contenere le spese cercate strutture vicino a una stazione secondaria, non necessariamente nel cuore del quartiere più famoso: in Giappone una fermata di metro può fare una grande differenza sul prezzo.
Mangiare bene senza spendere troppo è possibile. Ramen, curry giapponese, donburi, sushi nei kaiten-zushi e piatti pronti di qualità nei konbini permettono di alternare ristoranti e pasti veloci. Tenete però qualche cena speciale in programma: Kyoto e Osaka sono destinazioni gastronomiche e vale la pena concedersi almeno una scoperta lenta.
Portate scarpe comode, una piccola borsa per i rifiuti quando non trovate cestini e contanti per i locali più piccoli, anche se i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi. Un pocket Wi-Fi o una eSIM rende molto più semplici mappe, traduzioni e orari. Se viaggiate con valigie grandi, valutate il servizio di spedizione bagagli tra gli hotel: costa, ma può rendere molto più leggero il passaggio da Tokyo a Kyoto.
Dieci giorni in Giappone non servono a vedere tutto, e questa è forse la parte più bella. Lasciate un margine per una sala da tè incontrata per caso, un tramonto sul Kamo o una ciotola fumante scelta seguendo il profumo: spesso è lì che un viaggio ben pianificato diventa davvero vostro.